Collegiata di S.Martino

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Martina Franca, Collegiata di San Martino

 

Una precedente basilica, intitolata al santo francese, esisteva in loco già nel medioevo, come paiono rammentare i recenti scavi archeologici, il tozzo campanile e le costolonature a crociera che reggono le vecchie volte della sacrestia.

L’odierna configurazione della chiesa, consacrata nel 1775, risente dello stile barocco che rivestì Martina Franca nel XVII-XVIII secolo.

In facciata, sul portale, s’impone la grande scultura di San Martino che dona il mantello a un povero, nell’esaltazione di un verticalismo ritmato dalle nicchie contenenti le statue di San Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo, San Giuseppe, Santa Comasia e Santa Martina.

Oltrepassato l’ingresso, lungo gli ambienti che scandiscono la pianta a croce latina, si dispiega un tripudio di colori e floridezza: lo suscitano i marmi e gli stucchi policromi intarsiati ad arte, lo manifesta la magnificenza degli arredi sacri.

Sin dal fonte battesimale (realizzato nel 1773 dal napoletano Crescenzio Trinchese su disegno di Giovan Battista Catalano), in una serrata sequenza di altari e cappelle adorne di tele e simulacri lignei, ogni particolare contribuisce alla composizione di un apparato religioso di straordinario effetto.

Il Cristo alla colonna del 1630 è attribuibile a Giacomo Genovini. Il gruppo scultoreo di un Presepio parrebbe opera cinquecentesca di Stefano da Putignano. La veneratissima Madonna Pastorella traduce la cultura religiosa di una comunità che, pur fra sofisticati ornamenti, è anche contadina. E il Carella è poi l’autore del grandioso Cenacolo, dipinto nel 1804 nella monumentale Cappella del Sacramento. Al culmine del trionfo cromatico si pone l’altare maggiore, eretto nel 1773: ai lati, la nitidezza marmorea delle statue della Speranza e della Carità esalta la dolcezza dei visi. Al centro, campeggia l’immagine in pietra dorata di un San Martino Nero.


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