Rione Aia Piccola

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Monumento nazionale dal 1930, questo quartiere, oggi Patrimonio UNESCO, ubicato sul versante sud-est di Alberobello, separato dal Rione Monti dal Largo delle Fogge, agli inizi del diciannovesimo secolo contava quattrocento trulli, che si affacciavano su otto piccole strade, abitati da circa 1300 abitanti. Il suo nome, secondo quanto scrive lo storico locale Notarnicola, “deriva dal fatto che, nel suo estremo lembo orientale, (…), eravi, nel sec. XVIII, un’aja piccola in contrapposto ad una grande, che esisteva in piazza delle Erbe (…). L’Aja piccola fu costruita quando, col crescere dei raccolti (e si presume anche della popolazione e delle terre coltivate) l’aia grande si era resa insufficiente per i bisogni agricoli. Conseguentemente, la parte del paese che si estese da quel lato, prese il nome da quell’importante particolare (…). Nel rione Aja piccola vi erano inoltre: la Corte di Giangiacomo (…) e quella di Pozzo Contino (…)”.

Le Corti erano costituite da uno spiazzo o cortile, circondato da un muro di cinta, che precedeva l’abitazione vera e propria. Su tale atrio si affacciavano le abitazioni patronali e quelle dei dipendenti e vi si accedeva da un grande portone. Esse erano una sorta di masserie urbane.
Attualmente l’Aia Piccola è l’unica zona non toccata da attività commerciali. Qui è possibile scoprire scorci suggestivi che testimoniano l’aspetto che buona parte del paese doveva avere fino a qualche decennio fa.
Lungo Via Duca degli Abruzzi, G.Verdi, C. Colombo, G. Galilei e Lamarmora, ogni trullo si diversifica dall’altro per tipologia. Le sporgenze, le piazzette e i numerosi vicoli, molti dei quali non carrabili, creano particolari prospettive.


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