Mottola e la sua storia

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Grazie alla sua magnifica collocazione geografica dalla quale si può spaziare con lo sguardo dal blu profondo del golfo di Taranto al verde intenso delle montagne dell’alta Sila, è stata chiamata la “Spia dello Ionio”, ovvero il “Balcone della Puglia meridionale”. La sua storia più remota è raccontata dai numerosi ritrovamenti archeologici, tra i quali spiccano per importanza reperti di un particolare tipo di ceramica autoctona che la confermerebbero come uno dei primi agglomerati urbani sorti nell’intera regione. Eccezionali, in questo senso, gli avanzi di mura megalitiche che si possono ammirare, in quella che una volta era denominata contrada Orto del Vescovo. Vuole la tradizione che nella piana sottostante l’abitato, il console romano Curzio Dentato abbia sconfitto Pirro, re dell’Epiro, nel 274 a.C. Ed è ancora la vox populi a sostenere che fosse lo stesso San Pietro – in viaggio verso Brindisi – ad evangelizzarla. Certo è che Mottola al tempo delle dominazioni di Taranto ricoprì un importante ruolo politico ed economico. Altrettanto rilevante la sua funzione ecclesiale: fu ininterrottamente sede vescovile dal 1023 al 1818. Fu fortezza bizantina; venne conquistata dai Longobardi. Distrutta una prima volta dai Saraceni nell’846, nemmeno tre secoli più tardi (1102) sarà conquistata e nuovamente messa a ferro e fuoco dai Normanni di Siniscalco d’Altavilla. Con l’avvento degli Angioini passa sotto la dominazione del Principato di Taranto. Enorme importanza storica, artistica ed anche sociale hanno – ben oltre i confini locali – gli insediamenti rupestri presenti sul territorio (alla periferia del paese) situabili ai massimi livelli architettonici, estetici, simbolico-metaforico ed anche urbanistico dell’intera regione. Lo studio dei siti di Casalrotto, Sant’Angelo, Santa Margherita, San Nicola e Petruscio ha tra l’altro consentito di elaborare una sia pur sommaria “linea evolutiva” della cultura rupestre pugliese. La quale passerebbe per tre fasi:

preclassica: la tecnica di insediamento sfrutta elementi morfologici naturali intervenendo su di essi a livello puramente minimale.

classica: i luoghi prescelti vengono adattati e specializzati a seconda degli usi (abitazioni, magazzini, ambienti riservati al culto…).

postclassica: locali comuni e parti abitative vengono decorati ed arricchiti mantenendo pressoché inalterata la propria immagine fino ai giorni nostri.

Non sfuggirà la conformazione originale dell’abitato antico di Mottola: circolare, si sviluppa a gradinate verso il centro storico rappresentato dalla Chiesa Madre collocata sulla sommità dell’ammasso roccioso. Le origini della Cattedrale dell’Assunta risalgono al XIII secolo; l’edificio è però stato rifatto nel 1507 e successivamente restaurato anche nel tardo XIX secolo. Il Palazzo Municipale, invece, è una costruzione neoclassica dalle forme molto sobrie ed eleganti.


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