L’antico rito della Quarantana

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Nei giorni che separano il Carnevale dalla Pasqua nei centri della Valle d’Itria è facile vedere la Quarantana. Si tratta di un fantoccio di stoffa, raffigurante una vecchia, appeso ad un filo e lo si trova, in genere, sospeso all’incrocio delle viuzze dei centri storici.

Antichissima tradizione, quella della Quarantana, cui si attribuiscono vari significati. Pagano, prima di ogni cosa, perché la vecchietta rappresenta la moglie di Carnevale, ormai defunto, e, quindi, vestita di nero perché a lutto. Poi, vi è una simbologia cristiana visto il periodo quaresimale, periodo che, una volta, era intriso di penitenza, digiuno e privazioni. L’evento che mette fine al periodo penitenziale è la resurrezione di Cristo che significa ritorno alla vita, alla gioia della vita. Difatti, nel gergo dialettale si parla di “segare la vecchia”, ridurre in frantumi il fantoccio, proprio a dimostrazione del fatto che con la resurrezione la vita assume altri aspetti. Non a caso questo periodo di cambiamento è legato all’avvento della primavera dove, in un territorio così connesso alla coltura e cultura della terra, la natura si risveglia.


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