La Gravina di Laterza

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La gravina di Laterza è la più grande in assoluto tra le circa 40 presenti in provincia di Taranto. Lo scenario offerto da questa emergenza ambientale è straordinario, mentre la presenza di un sentiero al bordo superiore rende questa escursione ben accessibile ed assolutamente imperdibile.

Da vedere: lunga oltre 10 km e profonda mediamente 160 m, questa gravina è davvero grandiosa e spettacolare; pareti di roccia verticali, grotte naturali e caverne abitate dall’uomo nella preistoria, versanti ricoperti da fitto bosco e macchia mediterranea danno al luogo l’aspetto di un vero canyon. Gli affacci panoramici sono innumerevoli e si ripetono con punti di vista sempre diversi sul baratro, sui meandri del torrente di fondo, sulle quinte di roccia trasversali che cambiano colore nelle varie ore del giorno. All’inizio della primavera le ricche fioriture gialle della ginestra spinosa profumano intensamente l’aria. Da osservare anche il volo di rapaci di varie specie, anche rare, che qui nidificano.

Avvicinamento in auto: nel centro abitato di Laterza bisogna seguire le indicazioni per l’Oasi Naturalistica della gravina di Laterza; la strada oltrepassa con un ponte il tratto iniziale del canyon, poi, dopo circa 700 m, all’altezza di una curva a sinistra e del cartello dell’Oasi LIPU, si svolta a destra per una strada sterrata. A circa 200 m si trova il Centro Visitatori dell’Oasi, al quale è opportuno rivolgersi per informazioni, soprattutto in caso di gruppi numerosi; l’Oasi è stata istituita per proteggere habitat naturale di grande rilevanza e l’accesso è regolamentato. Nei pressi del Centro si può lasciare l’auto.

Percorso a piedi: di fronte al Centro Visitatori dell’Oasi Gravina di Laterza, a destra della strada sterrata percorsa in auto, un varco pedonale ben visibile nella staccionata segna l’inizio del sentiero, che porta dopo qualche decina di metri ad affacciarsi sul bordo della gravina. Di qui basterà percorrere il sentiero che segue, verso valle in direzione Sud-sud-est, il bordo sinistro del canyon. La traccia è sempre ben evidente, anche quando attraversa qualche zona di vegetazione più fitta. Gli affacci sulla gravina sono frequenti e sempre spettacolari, mentre non vi sono particolari difficoltà per superare un paio di chiudende che limitano zone di pascolo. L’itinerario qui descritto termina all’altezza di un antico fabbricato pastorale, posto in posizione panoramica dove la gravina inizia a diventare meno ampia e profonda. Dopo aver visitato un piccolo villaggio rupestre sito nei pressi, si torna per la stessa strada dell’andata; il mutamento della direzione del sole, con il conseguente scambio tra pareti e quinte rocciose in ombra ed in luce, renderà anche il percorso di ritorno molto suggestivo.


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