Itinerario dei Trulli

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Si parte da Alberobello e si attraversa la Valle d’Itria – Locorotondo – Martina Franca – Cisternino.

LOCOROTONDO

Nel cuore della Murgia, su di un’altura sorge questo caratteristico paese a pianta circolare con le sue candide case dai tetti aguzzi, che gli abitanti del luogo chiamano “cummerse”. L’antichissima attività di coltivazione della vigna dà luogo ad un vino che è l’orgoglio del paese: il vino bianco DOC “Locorotondo”. Le origini di questa operosa cittadina sono molto antiche. Alcuni studiosi locali la fanno risalire a parecchi secoli prima di Cristo, ad opera di una colonia di greci locresi. Nel 1431 “Terra Loci Rotundi” apparteneva al Principato di Taranto retto dagli Orsini del Balzo. Nel 1645 Locorotondo passò al duca di Martina, Francesco Caracciolo.
La principale attrattiva turistica di Locorotondo è il suo Centro Storico, uno dei più belli di tutta la Puglia. Entrandovi si resta incantati dal fascino delle sue case bianche con i loro balconi fioriti, nonché dal lindore delle “chianche”, ossia le lastre in pietra locale che pavimentano le stradine. La visita può cominciare da Piazza Vittorio Emanuele II, alla quale si accede attraverso l’entrata ove un tempo sorgeva uno dei due ingressi principali del paese: Porta Napoli.
Proseguendo per Via Porta Nuova ci si immette nella piazza in cui si trova la Chiesa Matrice dedicata a San Giorgio; edificata tra il 1790 ed il 1825, questa chiesa colpisce subito per il suo aspetto maestoso. Al suo interno, è d’obbligo una visita alla Cappella del Sacramento con i suoi bassorilievi. Fuori dalla chiesa, bisogna imboccare Via Giannone per giungere alla Chiesa della Madonna della Greca. In questa splendida chiesa a tre navate, si possono ammirare elaborati capitelli oltre che le notevolissime testimonianze della scultura rinascimentale. Nei dintorni di Locorotondo suggestiva è sicuramente la visita alla Serra, caratteristico borgo della Valle d’Itria.

MARTINA FRANCA

Fu fondata intorno al X sec. , quando, in seguito alle devastazioni saracene, un gruppo di cittadini di Taranto fuggì dalla città, e si rifugiò sul Monte S. Martino. Nel 1300 Filippo D’Angiò, principe di Taranto, con lo scopo di incrementare la popolazione del villaggio, concesse diritti e franchigie a coloro che fossero venuti ad abitarlo ed il suo nome, Martina Franca, trova le sue origini proprio da questa concessione di franchigia. Nel 1506 divenne Ducato dei Caracciolo. Questi ultimi, riuscirono a mantenere il feudo fino al 1827.
Al borgo antico si accede attraverso l’imponente Porta S. Antonio e si incontra immediatamente il Palazzo Ducale. Questo maestoso edificio fu costruito nel 1699 da Petracone V Caracciolo, sul luogo in cui sorgeva il Castello eretto nel 1338 da Raimondo Orsini. Nelle sue sale, delle quali la più nota è quella dell’Arcadia , si possono ammirare le meravigliose pitture di Domenico Carella. Proseguendo per C.so V. Emanuele si incontra la Collegiata di S. Martino; il barocco, che domina e trionfa a Martina, trova in questa chiesa la sua sublimazione. Sul suo portale, in altorilievo, sono rappresentati “S. Martino ed il povero”. Nel suo interno si possono ammirare i ricchissimi altari in marmo ed un pregevolissimo dipinto del Carella, “l’Ultima Cena”. Un’altra splendida tela del Carella, la “Madonna del Rosario”, è custodita nella Chiesa di S. Domenico, della quale si può ammirare la maestosa facciata barocca. Altre interessanti mete sono: la Chiesa di S. Vito dei Greci, la Chiesa di S. Francesco d’Assisi e quella del Carmine. Ma una volta nel regno del barocco, non si può tralasciare una visita agli splendidi palazzi di quest’epoca: i palazzi Fanelli, De Blasi, Motolese. Chi volesse effettuare un’escursione fuori dell’abitato visiti la Chiesa dei Cappuccini, all’interno della quale sono conservati degli stupendi intagli attribuiti al Semeraro.

CISTERNINO

Cittadina di origine Medioevale, sulla “Murgia dei Trulli”. Conserva numerose torri e vede la campagna circostante disseminata di trulli.
Fu municipio Romano col nome di Sturnium. Il suo centro storico è caratterizzato da case bianche con le corti nascoste e le scale esterne di raccordo tra i piani. Esso racchiude monumenti come la torre quadrangolare di epoca normanno-sveva, i resti del Palazzo Vescovile, la Chiesa di San Nicola di origine romantica, più volte restaurata. All’interno della chiesa si può ammirare la scultura della “Madonna del Cardellino” e la esemplare cripta.
In agro di Cisternino, presso la Masseria fortificata Ottava Piccola, si conserva un dolmen di grandi proporzioni. Testimonianze del suo fascinoso passato sono anche le grotte preistoriche, le specchie, i Santuari della Madonna dell’Ibernia e di Santa Maria da Costantinopoli, la masseria Termetrio con la cappella del ‘700.


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