Il Presepe nella tradizione pugliese

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Preparare il presepe (da praesepium, mangiatoia, dove Luca, nel Vangelo, indica il luogo della nascita di Gesù) è un rito che ogni famiglia meridionale non manca di rispettare. Ed è noto che spesso la preparazione del presepe non solo è un rito (una volta si cominciava ad allestire il giorno di San Nicola, in alcuni paesi il giorno dell’Immacolata Concezione) ma anche un momento che in famiglia rischia di far litigare. Su dove collocarlo, come realizzarlo, se mettere la grotta o la capanna. Ancora: i Magi. Devono essere già presenti sul presepe oppure devono essere aggiunti soltanto gli ultimi tre giorni prima dell’Epifania, giorno in cui arrivarono alla grotta? La scelta delle statuette è importante: chi le vuole in cartapesta chi in terracotta. E gli amanti della terracotta sono divisi fra quelli che vogliono le statuette colorate e chi solo colore rossastro al naturale. A volte, togliendole dai cartoni che si mettono in cantina o in soffitta, si trovano alcune statuine con un braccio rotto o scheggiate. Allora è necessario ripararle: si usa la colla di farina e si restaurano con gli acquerelli per ridare colore dove si sono un po’ graffiati. A Bari, per tradizione, si usa ogni anno acquistare una statuetta in più. E’ un modo per arricchire, ingrandire e rinnovare il presepe nel segno della tradizione.

Della realizzazione del primo presepio a Bari c’è traccia nel gennaio 1487, quando per la prima volta in un capitolo nicolaiano se ne parlò. Si trattava di un lascito che un benefattore benestante aveva fatto in favore della cappella del presepe nella Basilica. Ma si può presumere che il presepe esistesse già da diverso tempo. Fino al XVII secolo la cappella del presepe era presente nei capitoli nicolaiani per interventi di manutenzione, di pulizia. Insomma, il clero teneva a questa rappresentazione nella Natività. L’artista pugliese che ebbe il merito di diffondere e realizzare i presepi in Puglia fu Stefano da Putignano, scultore del quale si sa poco. Il più antico presepe pugliese è dell’artista putignanese che nei primi del Cinquecento scolpì in pietra un presepe per la chiesa matrice di Polignano a Mare. Altri due suoi splendidi presepi sono conservati a Putignano nella chiesa matrice e in Santa Maria la Greca. Altri scolpiti da Stefano sono particolarmente belli: uno nella cattedrale di Altamura e l’altro nella chiesa Santa Maria degli Angeli, attribuito alla sua scuola.

Sin dal Seicento a Lecce c’era l’arte della cartapesta e splendidi esempi sono conservati tuttora in case private. Si svilupparono molte botteghe, di alto livello, e la cartapesta divenne una vera e propria arte.


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