Gravina di Giulieno

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Anche le gravine cosiddette minori offrono la possibilità di fare escursioni, ricche come sono di vegetazione spontanea e di insediamenti rupestri. E’ il caso delle gravine di Giulieno e Portico del Ladro, fra Mottola e Massafra, che consentono di farsi un’idea abbastanza completa di questo particolare tipo di ambiente naturale, senza dover affrontare particolari difficoltà e dislivelli.

-Da vedere: nel primo tratto della Gravina di Giulieno si trova la chiesa rupestre di San Simone, con molti affreschi ed una piccola necropoli. più a valle si può visitare un bellissimo villaggio rupestre, fra alberi di pino d’Aleppo, macchia mediterranea ed un piccolo arco naturale di roccia. Nella gravina di Portico del Ladro, anch’essa caratterizzata da un ambiente naturale selvaggio, vi sono altre abitazioni rupestri ricavate in ampie caverne ed una piccola forra. A monte della gravina, l’insediamento di masseria Famosa è un tipico esempio del sovrapporsi di strutture di varia epoca, dalle grotte molto antiche alle cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, alle stalle ed agli edifici utilizzati fino a qualche decennio fa.

-Avvicinamento in auto: percorrendo la SS 100 Bari-Taranto, bisogna uscire dalla superstrada allo svincolo per Mottola-Noci, dirigendosi verso Mottola. Si incontra subito una rotatoria, dove si prende a sinistra la vecchia statale, che in discesa esce dalla periferia dell’abitato. Dopo aver percorso 1,2 km dalla rotatoria, ad un incrocio con una strada che da destra proviene dal paese, si svolta a sinistra per una strada asfaltata secondaria, che supera con un ponte la SS 100. Segue un tratto in discesa, poi uno in salita terminato il quale, a 2,5 km dall’incrocio, si svolta a destra per una stradina asfaltata. Dopo 500 m, dove termina l’asfalto in corrispondenza di una curva ad angolo retto a destra e dell’inizio del solco della gravina di Giulieno, si può lasciare l’auto.

-Percorso a piedi: si parte percorrendo il sentiero sul bordo superiore sinistro della gravina per circa 400 m, poi si cerca un punto dove scendere di qualche metro sul versante per raggiungere, abbastanza nascosta dalla vegetazione, la chiesa rupestre di San Simone, assolutamente da non perdere per i numerosi affreschi presenti, abbastanza leggibili anche se non in perfetto stato. Prima dell’ingresso della chiesa vi sono altri ambienti abitativi scavati nella roccia. Di fronte, sulla parete opposta, un’altra casa grotta fa da riferimento. Per raggiungere quest’ultima ed alcune tombe scavate nella roccia è meglio, a causa della fitta vegetazione, discendere il corso della gravina per poco meno di 100 m, risalire facilmente sul lato opposto all’altezza di alcuni alberi di pino d’Aleppo e tornare indietro fin quasi all’altezza della chiesa. Tornati ai pini, si scende al fondo del solco erosivo e lo si percorre verso valle fino ad arrivare ad un salto di parecchi metri di altezza, preceduto da un piccolo arco naturale di roccia, frutto dell’erosione idrica. Siamo giunti ad un villaggio rupestre molto bello, con grotte ed abitazioni disposte ad anfiteatro, su vari livelli, immerse nella ricca vegetazione naturale. Per visitare la zona è necessario salire al bordo superiore sinistro della gravina e percorrerlo verso valle per un centinaio di metri. Prestando attenzione si troveranno dei gradini scavati nella roccia che conducono al villaggio. Si prosegue sul fondo della gravina, che dopo qualche centinaio di metri si apre e sembra terminare. Continuando lungo l’alveo appena individuabile si raggiunge invece un brusco salto di circa 30 m, dove la gravina si infossa nuovamente, con un affaccio sul burrone molto bello e selvaggio. Camminando sul bordo superiore sinistro si arriva all’altezza di una grossa condotta idrica che attraversa questa ed altre gravine vicine, dalla quale la vista sul sottostante baratro è spettacolare, ma del tutto sconsigliata a chi soffre di vertigini. Proseguendo invece verso sinistra, in direzione Est, lungo la traccia della condotta, si raggiunge in breve la gravina di Portico del Ladro, anche questa boscosa e selvaggia. Svoltando a Nord e scendendo senza difficoltà di qualche metro sul versante si trovano dei gradini intagliati nella roccia che conducono a una grande caverna utilizzata dall’uomo nelle epoche passate come abitazione. Al fondo della gravina verso valle, le pareti si stringono a formare una piccola forra. Verso monte invece, aggirato un piccolo salto, l’alveo può essere risalito agevolmente. Ad un certo punto le pareti laterali si annullano quasi del tutto; qui conviene portarsi verso sinistra, per proseguire sul bordo superiore del solco, che diviene boscoso e di nuovo incassato. Si arriva infine nei pressi di masseria Famosa, ora abbandonata, con altre grotte-stalla ed una bella cisterna in pietra. Di qui una traccia in direzione Ovest riporta, attraverso una rada boscaglia, alla gravina di Giulieno, risalendo la quale sul bordo, verso Nord, si ritorna rapidamente al punto di partenza.


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