Casa Pezzolla

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Casa Pezzolla

Monumento nazionale dal 1930, l’antica residenza, restaurata, ospita attualmente il Museo del Territorio ed è ubicata tra Piazza 27 Maggio e Piazza M. Pagano, a ridosso della zona monumentale dell’Aia Piccola.

L’insieme è costituito da strutture a trullo alquanto differenti tra loro e aggregate in diversi periodi storici. Il nucleo più antico, costituito da organismi edilizi semplici e di piccole dimensioni, si affaccia su Piazza M. Pagano. Si tratta prevalentemente di strutture monocellulari, con focarili e alcove, che presentano una tipologia costruttiva arretrata, caratterizzata da murature edificate con pietre non squadrate, poste grossolanamente e senza alcun legante. Anche se all’interno sono perfettamente distinguibili i diversi ambienti, la copertura si presenta insellata. I vertici dei trulli, in pratica, sono stati congiunti colmando l’ansa tra i coni. A tale nucleo furono aggregate, in tempi successivi, costruzioni più accurate e l’edificio a due piani. Questa parte della struttura ha una particolare articolazione tipologica, dato che si presenta come una successione d’ampi vani che si susseguono dalla piazza al giardino retrostante. Viene meno, in altre parole, la tipica strutturazione edilizia delle abitazioni a trullo.

La muratura perimetrale è formata da pietre squadrate, regolari e ben disposte. Anche l’edificio a due piani, coperto a trullo e a conversa, che si affaccia su Piazza 27 maggio, è insolito per Alberobello. La conversa è stata realizzata nella parte più in vista, prospiciente la piazza, forse perché considerato un elemento costruttivo dotato di maggiore dignità rispetto ai retrostanti trulli. Quest’abitazione era di proprietà del medico Giacomo Pezzolla, accusato, in un atto notarile datato 15 aprile 1797, di aver edificato una piccola loggetta, modificando l’aspetto della sua abitazione e contravvenendo alle disposizioni del Conte.
Gli avvenimenti storici che seguirono il 27 maggio dello stesso anno fornirono la risoluzione al problema ed evitarono il rischio d’abbattimento.

Il prospetto di quest’edificio si presenta particolarmente accurato e dotato di discreti elementi decorativi: una cornice in pietra disegna il perimetro del frontone e gli architravi della finestra e del portone sono impreziositi da motivi ornamentali tardo-settecenteschi. Il balconcino, in pietra lavorata, chiude la finestra del primo piano.
Ponendosi di spalle all’ingresso del museo si possono osservare, sul lato sinistro della piazzetta, i granai dei Conti, anch’essi coperti a conversa. Qui i contadini erano obbligati a battere il grano e ad ammonticchiare i raccolti da consegnare in decime, controllati da severi guardiani.
Sempre in Piazza 27 maggio, detta delle Erbe, si svolgeva il mercato settimanale istituito da Ferdinando II nel 1855.


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