“Artemisia e i pittori del Conte” in mostra a Conversano

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Dal 14 aprile al 30 settembre a Conversano (Castello Normanno e Chiesa di San Giuseppe) la mostra “Artemisia e i pittori del Conte”.

Una mostra molto attesa di sessanta (60) tele che celebra la collezione di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona anche con il ritorno in Puglia di opere provenienti da Musei e collezioni private; tra queste, Il Trionfo di Bacco, di Finoglio, conservato al Museo Nacional del Prado e un inedito dipinto di Artemisia Gentileschi (Caritas Romana), un quadro di stile caravaggesco di grande fascino, di cui si trova traccia nella collezione del conte. Si espone anche, nella prima sala del percorso, Fortitudine Pares, opera che giunge in Italia per la prima volta. E’ stata appositamente sottoposta ad un’attenta pulitura prima di lasciare il Museo della Cattedrale di Malta. Ancora di autore anonimo, è al momento oggetto di ricerca, come già in passato da parte di John Gash e Catherine Puglisi, della restauratrice e studiosa Roberta Lapucci, che ne valuta l’opportunità di attribuzione a Michelangelo Merisi il Caravaggio.

conversano-artemisia-locandinaAperta da sabato 14 sino al 30 settembre prossimo, la mostra è occasione straordinaria per scoprire i fasti della corte di Giangirolamo e di sua moglie Isabella Filomarino e momento di spessore per via di collaborazioni d’eccellenza con grandi Musei internazionali come il Muza di Malta e il Prado di Madrid. I responsabili preposti alla conservazione e tutela delle opere sono parte del comitato scientifico della mostra e hanno dunque partecipato all’ideazione scientifica del progetto. La dispersione storica della raccolta ha obbligato a lunghe ricerche. L’asta del 1978 ha disperso forse in modo irreparabile il nucleo superstite della raccolta Acquaviva-Ramunni, o per lo meno la buona parte del nucleo. Pur a conoscenza dell’ubicazione di almeno un paio di opere afferenti a questo ultimo gruppo, i curatori hanno puntato, piuttosto, al ritrovamento di pezzi non inclusi nel nucleo Acquaviva-Ramunni. Si è riusciti a rintracciare ben 5 opere acquisite in origine dal conte di Conversano. Si tratta di tele mai uscite dalla discendenza di Giangirolamo II e dunque di primaria importanza. ​Lo pensarono già gli eredi del conte tra 600 e 700, visto che i quadri non furono lasciati nella sede originale.


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